Arcadia

Marina Riccucci (Università di Pisa):

La poesia pastorale: definizione e origini

La poesia pastorale è la rappresentazione del mondo e della vita dei pastori. I pastori vivono lontani dalla città, a contatto diretto con la natura: la loro attività primaria è condurre il gregge al pascolo. Nei momenti di riposo, siedono all’ombra di alberi frondosi, quali le querce, gli olmi e i faggi, e intonano canti melodiosi. Di solito si accompagnano con strumenti musicali: gli strumenti pastorali tipici sono la siringa e la zampogna. I canti dei pastori sono soprattutto canti d’amore: spesso sono canti monodici, intonati cioè da una sola persona, ma accade anche che due interlocutori si cimentino in una vera e propria gara. Si parla allora di “canto amebeo”. E’ possibile che la poesia pastorale abbia un’origine religiosa: nell’antichità, infatti, pastori e contadini celebravano gare di canto in onore della dea Artemide. Il titolo di inventore della poesia pastorale spetta al poeta greco Teocrito, nativo di Siracusa (310 a.C – isola di Cos, 260 a. C.) e autore di trenta Idilli. Teocrito, più che creare dal nulla un nuovo genere letterario, attinse, rielaborandolo e infondendo in esso la grazia della poesia, da un materiale che circolava oralmente. Probabilmente il suo modello furono antiche composizioni rustiche greche oggi perdute: ne resta una testimonianza nell’Iliade di Omero, dove si accenna proprio a melodie intonate dai pastori e accompagnate da musica. La poesia pastorale è detta anche “bucolica”. L’aggettivo “bucolico” deriva dal termine greco boucòlosche significa “pascolatore di buoi”, “mandriano”. Con il tempo questa accezione specifica si è perduta: in letteratura, infatti, il canto bucolico non è solo quello dei mandriani, ma anche quello dei pastori di pecore e persino quello dei pescatori. La bucolica “pescatoria” vanta celebri esempi: per esempio, il ventunesimo idillio di Teocrito (I Pescatori) e le cinque Eclogae Piscatoriae di Jacopo Sannazaro (di cui si parlerà in 5.2). Probabilmente all’origine della poesia pescatoria c’è il mito del dio marino Proteo che fu incaricato da Nettuno di pascolare sulle onde un gregge di foche. Quando si parla di bucolica è indispensabile aggiungere al vocabolario il termine “ecloga”: esso deriva dal greco ecloga e significa “brano scelto di un’opera”, ma oggi indica solo il componimento in versi di argomento pastorale. Oggi, quando si parla dell’Arcadia, viene subito in mente un luogo meraviglioso, dove regnano felicità e bellezza: nella letteratura e nell’arte l’Arcadia è infatti un luogo ideale dove vige in perpetuo la mitica età dell’oro. Ma la realtà è molto diversa. L’Arcadia è una regione interna della Grecia e si trova al centro del Peloponneso: non ha però niente di meraviglioso. […]

 

Informazioni dettagliate sull’ACCADEMIA dell’Arcadia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Accademia_dell’Arcadia

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